Ogni donna sa partorire ed ogni bambino sa nascere

Questo post è per le future mamme, ma anche per chi mamma lo è già e può ripercorrere quei momenti tanto belli, quanto impegnativi della gravidanza.

Per parlare di gravidanza e parto, ho pensato fosse importante avere un confronto con una persona che di parti se ne intende, un’ostetrica, appunto, che ho intervistato, sottoponendole le domande che avrei fatto io prima di partorire.

Raccontaci chi sei, dove ti sei laureata in Ostetricia e quando…

Mi chiamo Valentina ed ho trentatré anni. Mi sono laureata in Ostetricia nel 2006 presso l’Università degli studi di Roma “La  Sapienza” con tirocinio svolto presso l’Umberto I di Roma.

Quante mamme hai aiutato a partorire in questo anno?

A questa domanda sinceramente non ti so rispondere, perché non le conto più! Era una cosa che facevo quando avevo iniziato a lavorare…. Posso risponderti abbastanza?! 🙂

“Abbastanza” mi basta, immagino siano davvero tante.

In genere le strutture dove si decide di partorire mettono a disposizione delle liste per preparare la valigia da portare in ospedale.
Comunque  io consiglio sempre di portare una valigia che servirà per il reparto ed una borsa più piccola che servirà per la sala parto.

Naturalmente nella borsa del reparto occorre mettere tutto ciò che serve per la degenza e nella borsa più piccola consiglio di mettere tutte quelle cose che servono per il ricovero e per il parto (da non dimenticare  il documento di identitò o fotocopia e e gli Esami effettuati in gravidanza, in una cartellina ordinata dagli ultimi ai primi ).

Sono a casa e ho delle sensazioni strane, dei fastidi, doloretti, come capisco che quei dolori che sento sono l’inizio del travaglio o solo contrazioni preparatorie?

In genere le contrazioni iniziano in prossimità  del termine di gravidanza e servono  per preparare il collo dell’utero al travaglio vero e proprio.  Queste contrazioni non sono dolorose e si avverte semplicemente un indurimento della pancia.

Nella fase iniziale del travaglio , che noi chiamiamo prodromica, le contrazioni cominciano ad essere avvertite come dolorose, e molte donne dicono che sentono dolori da ciclo, al basso ventre.

Quando le contrazioni cominciano a diventare un po’ più dolorose e ritmiche, cioè cominciano ad avere una certa regolarità di tempo tra una  e l’altra , potrebbe iniziare il travaglio vero e proprio.

Ho capito di essere in travaglio. Corro in ospedale?

Per un primo figlio ci vuole un po’ più di pazienza, quindi – se non si rompe il sacco o se non si hanno importanti perdite di sangue- si potrebbe aspettare per andare in ospedale. Quando le contrazioni diventano più frequenti ( per intenderci una contrazione ogni 4/5 minuti ) per almeno un’ora, allora potrebbe essere opportuno andare  in ospedale.

La cosa importante è ascoltarsi, le donne sottovalutano questa cosa , ma fidarsi delle proprie sensazioni è molto importante.

Nessuno comunque vieta di andare in ospedale se non si è tranquille o si ha paura.

Questa è una paura che avevo io, la rottura del sacco. Se mi rendo conto che mi si sono rotte le acque, quali pericoli ci sono per il bambino?

Il sacco amniotico si può rompere anche quando non ci sono contrazioni, quindi fuori Travaglio.

In questo caso è opportuno il ricovero in ospedale , perché la rottura del sacco può aumentare l’insorgenza di infezioni.

In genere dopo la rottura del sacco amniotico potrebbero iniziare da sole le contrazioni, ma se ciò non dovesse succedere si provvederà ad indurre il parto secondo le indicazioni mediche.

Io ho due bimbi ed in entrambe le gravidanze avevo deciso di fare l’epidurale, come molte mamme ormai. Credo che le domande che più mi giravano in testa, dopo aver preso la decisione dell’epidurale, fossero : Non sentirò nessun dolore del parto e? E se non sentirò nulla, come farò a capire quando spingere?

La parto analgesia è una metodica farmacologica che viene richiesta dalle donne  durante il travaglio, ed la aiuta a ridurre la percezione del dolore  della contrazione.

Nella fase finale il premito viene comunque avvertito.

Per chi invece non richiederà l’epidurale, come dovrà affronatre i dolori del parto?

Durante il travaglio si possono usare tante altre cose che possono aiutarci al meglio ad affrontare questo momento impegnativo.
L’acqua calda, le posizioni libere, la musica sono alcune delle metodiche antalgiche non farmacologiche e rappresentano un valido aiuto per tutte le donne che scelgono di non fare o che non possono fare la partoanalgesia.

L’ostetrica vi guiderà e vi aiuterà a trovare la cosa più giusta per voi durante il travaglio, ma siete voi fondamentalmente che dovrete ascoltarvi per capire quale posizione vi farà stare meglio durante un determinato momento del travaglio o se vi aiuta l’acqua calda in un altro. Ascoltatevi perché siete voi che fate nascere i vostri bimbi.

Nella prima gravidanza, sono stata sottosposta a stimolazione, in varie fasi. Puoi dirci se si soffre di più… Io ho avuto un solo parto naturale con stimolazione e non  ho un confronto con un parto naturale al 100%

Questa è una domanda comune. Le stimolazioni non sono tutte uguali e vengono scelte in base alla situazione di ogni donna.
Lo scopo è sempre quello di arrivare a contrazioni da travaglio, e naturalmente questo viene fatto in maniera graduale.

Per la mia esperienza quello che influisce tanto in caso di stimolazioni è la componente psicologica , perché molto spesso essendo una cosa graduale le donne si scoraggiano e si stancano e si arriva al travaglio vero e proprio leggermente più provate.

Molte donne partoriscono,per vari motivi, con un taglio cesareo. Dopo quanto ci si può alzare dal letto e tenere con se il bambino?

Questo dipende dalla struttura che scegliete. Per quanto riguarda il bambino dovrete informarvi sul fatto che  vi venga dato nelle due ore successive al parto e che venga utilizzato in Rooming in ( cioè il neonato in camera) durante la degenza.

In conclusione cito il titolo di questo post Ogni donna sa partorire ed ogni bambino sa nascere.
Ringrazio Valentina per la disponibiltà, ci tenevo molto a questo argomento.

Il messaggio che mi lascia è la conferma della grandezza di noi mamme e dei nostri bimbi, Lei lo riassume con questa frase di Frédérick Leboyer

Lasciatelo stare. Lasciatelo fare. Lasciategli il tempo.
Il sole si alza forse di colpo?
Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta e la lenta, maestosa gloria dell’aurora?
Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità.

ps. Abbiamo parlato anche di allattamento, ma dopo aver riflettuto, ho pensato fosse un argomento troppo delicato. Sì, più delicato del parto, perchè molte donne vivono condizioni e situazioni delicate e non me la sentivo di affrontare la questione. Io ho allattato entrambi i miei figli. E’ stato estenuante, bello, comodo spesso, ma quando ho deciso di smettere non ho avuto nostalgia. Vi lascio solo questa mia esperienza.

Autore dell'articolo: MammAttiva