“Beata te che un lavoro ce l’hai”.

Quante di voi hanno sentito questa frase, almeno una volta nella vita? Io, per mia fortuna, molte.

Per tanti anni mi sono anche sentita, oltre che fortunata, in difetto a dover ammettere che, io, l’agognato lavoro, ce l’avevo e mi piaceva pure.
Poi (c’è sempre un poi), sono arrivati loro, i miei figli e il fantastico full time a tempo indeterminato, è diventato la mia spada di Damocle. Mi serve, ma vorrei tanto poterne fare a meno, o per lo meno, ridurlo ad un po’ meno impegnativo part time.

Sarà che a 37 anni (quasi e..quasi..), mi ritrovo in quella categoria di donne, mamme, impiegate che non hanno mai fatto il “salto” di carriera, sarà che i tempi bui non sono solo per chi cerca lavoro, ma anche per chi lo “subisce”, sarà quel che sarà ma, anche io della mia vita (lavorativa), chi lo sa…

Se OTTO ore sono di sonno, OTTO di lavoro, facciamo NOVE con la pausa pranzo in ufficio, UNA la dedico al Grande Raccordo Anulare della Città Eterna, a me, le SEI che potenzialmente avanzano, non bastano. Casa è nel caos. Mi parte l’invidia alla prima foto di Instagram con case in ordine perfette, bambini composti e tavole apparecchiate come alla corte della regina. Non so fare la treccia ai capelli di mia figlia e il piccolo di ritorno da lavoro, mi regala una mimosa fatta con le sue manine e mi dice “tieni mamma, prendila così muori”. Mi sento un po’ Magda e il tempo è Furio.

Il 2017 potrebbe essere un anno di cambiamenti, di scelte, di passi in avanti senza guardasi indietro.

E voi, una vita ce l’avete?