Fiction Rai. Quando hai fatto per anni la Radical Chic…

Lo hai giurato sulla tomba di Oslo de La casa di Carta. Te lo sei ripetuta guardando l’ennesimo episodio di The Crown.

Mai e poi mai le fiction Rai ti avrebbero avuta.

Prendetevi pure la mia bolletta dell’energia elettrica, ma per nulla al mondo un prete in bicicletta o una grande famiglia allargata e felice, entreranno nel mio 50 pollici e men che meno nell’iPad, sul quale la app di Netflix troneggia imperturbabile. Così, fiera, mi ripetevo.

Poi succede che le ottobrate romane simulino un po’ quel vento dell’est, che ti ha mostrato la Binoche in Chocolate, ed ecco che a letto, col plaid e quell’iPad sul quale, non sai perché, ma c’è anche la app di RaiPlay, ti ritrovi a guardare… L’Allieva.

Fino a quel giorno, segnato nella mia memoria con una ICS rossa gigante, in pausa pranzo avevo guardato con disprezzo misto a tenerezza, i miei colleghi che si davano appuntamento con queste parole “stasera c’è la puntata eh!“.
LA PUN-TA-TA.
Sapevo che stavano parlando di una non ben definita serie, sulla rete di stato, e bofonchiavo con l’unica collega ancora insensibile al fascino della PUN-TA-TA, “bah“.

RaiPlay, per chi ne fosse beatamente all’oscuro, ripropone le serie, i film e i programmi Rai, semplicemente registrandosi.
Sono quindi entrata nel loop sperimentato con le serie Netflix.
L’intera stagione 1 dell’Allieva in una notte, per poi passare a Non dirlo al mio capo, fino a Una Grande Famiglia, non tralasciando Che Dio ci aiuti, e ormai senza più il controllo di un emisfero celebrale La Porta Rossa.

Il più attento lettore avrà da recriminare, a questa mia playlist, il fatto che ci sia sempre lo stesso attore. Le mie scelte sono state dettate dalla trama della fiction, dalla sceneggiatura, dalla regia, e sì da Lino Guanciale.

Durante la seconda stagione di Non dirlo al mio capo, mentre ero sul divano, una domanda del mio compagno è stata esaustiva del problema “ma pure questo te piace?”.
Dell’attore apprezzo: l’uso della dialettica, la simpatia, la caparbietà e la determinazione. Dell’uomo : tutto il resto.

E pensare che abbiamo trascorso la giovinezza a pochi km di distanza, lui a Villaggio Breda, io a Torre Angela.
Lui ancorato a questa realtà, io fuggita a gambe levate. Che a me i “bordi di periferia” stavano stretti.

Prima di dover chiedere la separazione, volevo concludere dicendo, che oltre alle spettatrici interessate all’uomo, molti dei nuovi spettatori Rai hanno trovato in Guanciale un attore d’altri tempi, un professionista, che ha riportato, con la sua professionalità, i suoi tic ossessivo compulsivi (che riconosco nei miei), la formazione teatrale, quel pubblico in Rai, ormai disperso su account a pagamento, e che restano nonostante le infinite interruzioni pubblicitarie.

A giovedì, col solito plaid.