Il fenomeno Marie Kondo.

Se ancora non lo avete fatto, dovete guardare almeno una puntata della serie di Marie Kondo, l’autrice de Il magico potere del riordino, su Netflix. Ve lo dico, vi tocca.

Su Amazon avrete inserito nel carrello e tolto, almeno un miliardo di volte, il suo libro. Le più coraggiose lo hanno anche letto, qualcuna avrà provato il metodo.

Per tutte voi, che ignorate totalmente di cosa stia parlando, ci penso io, vi spiego tutto.

Marie entra in casa e prega per lei, sì per la casa. Armonia, gioia e gaudio, prima del “al mio 3 scatenate l’inferno“. Ma la Kondo lo dice karmicanente, e terrorizza solo gli accumulatori seriali che deve aiutare.

Durante la prima puntata, si affrontano le varie categorie del riordino, e si parte dai vestiti.
Posso riassumere l’esperienza con una osservazione che ha fatto il mio compagno “sta a fa il cambio stagione“.

Perché, semplificando, qui a casa nostra si fa così. Arriva il freddo, si aprono gli armadi, e si lascia solo l’indispensabile, quello che ci piace, ciò che veramente pensiamo di indossare, con un pensiero anche ai saldi, che porteranno nuove leve nel disordine.

Fin qui quindi, nulla di nuovo. Solo “decluttering“.

Marie, poi finalmente, passa alla parte che mi ipnotizza, più dei video degli oggetti pressati o delle bombe da bagno sminuzzate :

La piegatura

Ecco Marie. Quella è una gran cosa.

Sarebbe utile a Fedez, e alle sue 1500 t-shirt identiche.

Spiegata questa fase, se ne va, e lascia la famiglia a discutere amabilmente su cosa eliminare, e cosa tenere.

A mio modesto parere, Marie Kondo, spiega l’ovvio.

Lo fa entrando in case disastrate, dove il disordine e l’accumulo seriale sono la normalità.

Noi siamo soliti riordinare ed eliminare i vestiti che ai bimbi non stanno più (regalandoli se in buone condizioni, oppure riciclandoli, come vi ho spiegato qui) idem per quelli di noi grandi. Lo stesso vale per i giocattoli, che portiamo alla scuola del piccolo, oppure doniamo ad amici con bimbi piccoli.

Fare spazio, in case che non siano di oltre 150mq, e con il garage dei Simpson, è la normalità.

La serie, può essere di stimolo, per chi non trova più il gatto, seppellito sotto cumuli di roba. Ma non trovo porti idee così innovative.

E voi, avete bisogno di Marie?