Legionella, dobbiamo preoccuparci?

Nella cronaca di questi giorni, si è parlato molto di questo batterio, ma cosa dobbiamo sapere per evitare infezioni? Esiste un vero “Allarme Legionella”?

Partiamo dall’inizio.
Quando fu riscontrato per la prima volta il batterio della Legionella pneumophila, causa della Legionellosi o Malattia del legionario?

La prima epidemia di Legionellosi, risale al 1976, colpì un gruppo di veterani della guerra del Vietnam, i quali soggiornavano in un hotel di Philadelphia, causando ben 34 morti per polmonite sopraggiunta, su 221 contagiati. La cosa che accomunava tutti gli uomini contagiati, era la loro permanenza in Vietnam, e sulle prime si addusse come causa, le zone paludose della regione asiatica, che potevano aver contagiato con un batterio sconosciuto gli ex soldati (da qui il nome Legionella). Sono l’anno dopo si scoprì che il batterio era sì nuovo, ma di provenienza autoctona, presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali. Il batterio era arrivato a contatto con coloro che avevano soggiornato dell’hotel, attraverso il sistema di condizionamento.

Arriviamo ai giorni nostri, ed in particolari ai nuovi casi di polmoniti, riscontrati nella bassa bresciana. Le persone infettate ad oggi, da polmonite batterica, sono più di 500, e l’epidemia ha fatto il suo ingresso anche in città. In un primo momento era stata accusata la cartiera di Montichiari ed il suo sistema di raffreddamento, che avrebbe sprigionato dalle acque le microparticelle di Legionella. Ad oggi, dopo le indagini della Asl, la cartiera non è più sotto accusa, del batterio non vi è traccia.

Ma come si diffonde il batterio della Legionella? 

La Legionella si moltiplica con temperature comprese tra i 25 e i 55 °C. Al di sopra o al di sotto di questa soglia, non sopravvive. Si trasmette per inalazione, attraverso le goccioline che fuoriescono dai miscelatori dei rubinetti o delle docce.

Cosa fare per proteggersi?

Se la rete idrica dovesse essere stata infettata da una alta dose di colonie del batterio, si procede ad una iperclorazione. Ma può essere utile utilizzare degli accorgimenti anche in casa, come ad esempio evitare di esporsi a vapore acqueo; pulire spesso i filtri dei rubinetti dal calcare, che rompendo il flusso dell’acqua corrente ne causa la micronizzazione; cambiare e sanificare i filtri dei condizionatori; lasciare scorrere l’acqua della doccia a temperature sopra i 55 °C; non tenere l’impianto idrico fermo per troppo tempo.

Chi è a rischio?

La polmonite causata dalla Legionellosi, è un pericolo fondato, solo per i soggetti a rischio: anziati e malati cronici. Per soggetti in buona salute, si risolve con una febbre di 3 o 4 giorni.
In ogni caso anche in caso di focolai epidemici, si sono riscontrati solo il 5% dei contagi, e non è possibile la trasmissione uomo-uomo.

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Non bisogna allarmarsi, ma usare accortezze sì.