Libri : Natale con Gianni Rodari

Qual è il vostro ricordo della scuola, legato al Natale?

Io ricordo i lavoretti con il Das e le mollette per i panni. L’albero che preparavamo in classe. Le vacanze, tanto attese.

Ma il ricordo più forte è legato alle poesie che imparavamo per la sera della vigilia.

Nei primi anni le ripetevamo in classe, almeno un milione di volte, poi piano piano le studiavamo da soli, in segreto, perché mamma e papà non dovevano sapere.

La poesia, o meglio la filastrocca, che più ho adorato, e ricordato per anni, è di Gianni Rodari.

Il Rodari dei racconti brevi, della Freccia Azzurra, e della sua amata Alice.

Sono sicura, che c’è anche nei vostri ricordi.

Poiché a scuola, almeno finora, non è stata proposta alla mia di Alice, ho trovato il libro che la custodisce, insieme a tante altre filastrocche e storie di Natale, del buon Rodari.

Nel libro di Emme Edizioni, trovate tante storie, divise per capitoli :

  • Il giorno di Natale
  • L’albero della festa
  • Neve Neve Neve
  • Buon Anno!
  • La befana vien di notte

Per accompagnare voi ed i vostri bambini alla scoperta delle vacanze natalizie, con allegria, magia ed elevata leggerezza.

Ora fate un giro con me tra le strade di una Roma di un po’ di anni fa, come la vedeva il signor Gianni. Dove mi faceva ridere a crepapelle, immaginare in Largo Santa Susanna un albero di maritozzi con la panna.

Il mago di Natale

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono
che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

di Gianni Rodari