Teatro : Aggiungi un posto a tavola

Da piccola ho consumato il VHS sul quale era stato registrato.
Conoscevo tutte le canzoni a memoria, e ripetevo tutte le sere alle 9 “sono le nove e tutto va bene”.

Avevo 10 anni, e “Aggiungi un posto a tavola” era il mio vlog, il mio YouTuber, la mia dipendenza.

Approfittando del Black Friday, mi sono stati regalati i biglietti per la riedizione del Musical, al Teatro Brancaccio.
Contavo i giorni e pian piano, i minuti. Ed ecco, arrivato il giorno, col Brancaccio già vestito a festa.

Il copione è l’originale di Garinei e Giovannini, la ripresa teatrale di Gianluca Guidi, che interpreta anche un superbo Don Silvestro. La scenografia è imponente e meravigliosa. Il legno la fa da padrone, come di legno sarà l’arca.

La storia è quella di Don Silvestro, che contattato, niente di meno che, da Dio (Enzo Garinei), dovrà per suo volere costruire un’arca per salvare gli abitanti del suo piccolo paese, da un nuovo imminente diluvio universale.
Tra gag, canzoni piene di gioia, riflessione ed amore, Silvestro lotterà per convincere i propri amici e paesani, a restare uniti.

Tra gli interpreti, oltre al magistrale Guidi, che ricorda il padre, Johnny Dorelli, nei gesti, nel timbro di voce e nelle parti cantate, troviamo:
La fantastica Emy Bergamo nella parte di Consolazione. Una vera scoperta. Canta, balla e recita, coinvolgendo e divertendo il pubblico. L’ho adorata. Bella e brava.
Piero Di Blasio, nella parte del simpatico Toto, il tontolone del villaggio, che avrà il suo riscatto.
Infine Camilla Nigro, nella parte della sognante ed innamorata Clementina. Perfetta nel ruolo. Carina e delicata.
Enzo Garinei, che raccoglie in conclusione l’applauso dalla balconata, dall’alto dà la voce all’Altissimo. Tanta emozione per lui, che nella quarta edizione interpretò il Sindaco Crispino.

Altro punto forte, l’orchestra dal vivo, diretta dal maestro Maurizio Abeni, che ha reintrepretato le musiche di Trovajoli, come se non fossero passati 44 anni.

Gianluca Guidi, trascina il pubblico, con tutto il cast di attori, nel lungo spettacolo di quasi tre ore, senza perdere l’attenzione di uno spettatore.
Si applaude a ritmo di musica.
Ci si lascia incantare dai vestiti di scena.
Ed infine ci si commuove, come ho fatto io, quando Guidi ha intonato, seguito poi dal resto degli attori, “Una formica è solo una formica”. Dopo ben 28 anni, la ricordavo ancora a memoria.

Alla fine si canta nuovamente, come all’inizio, un “Aggiungi un posto a tavola” liberatorio, coinvolgente, bello. Tutti seduti ad una lunga tavolata. Uniti e amici.

Fino al 6 gennaio al Teatro Brancaccio. Trovate qui i biglietti.